Giustizia per Taranto sfida il ministro Fratin: “Venga al rione Tamburi, guardi negli occhi chi aspetta bonifiche e risanamento”

L’associazione Giustizia per Taranto contesta le affermazioni del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin sulla chiusura dell’ex Ilva. Il ministro avrebbe definito tale eventualità come “una sconfitta per l’ambiente”, aggiungendo che “l’opportunità che abbiamo avuto e che abbiamo ancora è quella di fare l’acciaieria più moderna, elettrificata d’Europa”, pronunciate durante la Festa dell’Innovazione di Venezia.

Secondo l’associazione, il riferimento al quartiere Tamburi è centrale nella questione. Nel rione continuerebbe a registrarsi il deposito di polveri ed emissioni, mentre le bonifiche sarebbero state annunciate ma non completate, con mancanza di un vero intervento di risanamento. L’associazione ritiene inaccettabile l’accostamento tra la chiusura dell’ex Ilva e una presunta sconfitta ambientale per una comunità che avrebbe pagato un prezzo altissimo.

Secondo Giustizia per Taranto, a Taranto queste promesse di un’acciaieria moderna ed elettrificata si ripeterebbero da decenni mentre il territorio resterebbe esposto all’inquinamento. I cittadini, secondo l’associazione, non avrebbero più bisogno di slogan o annunci, ma di vedere il territorio “finalmente liberato da un modello industriale che ha già chiesto troppo a questa città”.

L’associazione ha invitato il ministro Pichetto Fratin a recarsi a Taranto e in particolare nel quartiere Tamburi per confrontarsi con i residenti e con chi attenderebbe da anni risposte su bonifiche, risanamento e giustizia.

Secondo l’inchiesta della Procura relativa alla questione ambientale, le polveri provenienti dall’ex Ilva continuerebbero ad abbattersi sul quartiere. La relazione di Arpa Puglia avrebbe accertato il rilascio di una “macroscopica quantità di polveri” composte da ferro, carbonio e altri metalli tipici delle lavorazioni siderurgiche. Ciò accadrebbe nonostante i lavori di copertura dei parchi minerali, costati circa 300 milioni di euro.

Giustizia per Taranto sottolinea come ci si sarebbe aspettati “un impegno diretto e continuo su bonifiche, risanamento e tutela della salute pubblica”, mentre la città continuerebbe ad attendere risposte concrete.

La questione si inserisce in una fase particolarmente delicata per il futuro dello stabilimento siderurgico: il Governo propone una strategia di modernizzazione e decarbonizzazione dell’impianto, mentre le comunità locali, già provate da decenni di convivenza con l’inquinamento industriale, chiedono risposte immediate su bonifiche e risanamento.

Il rione Tamburi resta al centro della tensione irrisolta: il quartiere, con insediamenti abitativi documentati fin dai primi anni del XX secolo, ha dovuto convivere con la vicinanza dello stabilimento siderurgico e con le sue conseguenze sulla qualità dell’aria e della salute dei residenti.

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