Ex Ilva, Urso incontra i sindacati mentre la Cassazione conferma il sequestro dell’altoforno

La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro dell’altoforno 1 dell’ex Ilva di Taranto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di Acciaierie d’Italia per il dissequestro dell’impianto, chiudendo così il percorso giudiziario della vicenda presso il massimo organo di giurisdizione. La motivazione della decisione si conoscerà fra 30 giorni.

Lo sfondo: l’incendio e il sequestro

L’altoforno 1 è sotto sequestro senza facoltà d’uso da maggio 2025, a seguito di un incendio verificatosi a una delle tubiere. Il sequestro era stato ordinato a fini probatori, il che significa che l’impianto dovrà essere utilizzato come prova in un’indagine e non potrà essere utilizzato nel frattempo. Per oltre un anno, Acciaierie d’Italia ha tentato di ottenere il dissequestro, ricevendo ripetuti rifiuti.

L’impatto sulla produzione

Attualmente, dei tre altiforni dello stabilimento tarantino, ne risulterebbe in funzione uno solo, che produrrebbe poco acciaio a fronte di costi molto elevati. Secondo quanto riferito, serviranno almeno 8 mesi per il ripristino funzionale dell’impianto, considerato che l’altoforno 2 sarebbe in marcia e per il 4 i lavori di manutenzione si completerebbero a fine mese. La conferma del sequestro rappresenterebbe una battuta d’arresto significativa per il piano produttivo dello stabilimento.

L’incontro al Mimit: lunedì le trattative riprendono

Lunedì 15 giugno i sindacati saranno convocati dal ministro delle Imprese Adolfo Urso alle 18 presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La convocazione è rivolta a Fiom Cgil, Uilm e Usb, che avevano sollecitato l’incontro, ed è aperta anche a Fim Cisl e Ugl qualora ritenessero di partecipare. L’obiettivo sarebbe fare il punto sulla trattativa di vendita che vede fronteggiarsi il fondo Flacks Group e Jindal Steel International.

Il contesto della trattativa di vendita

L’incontro arriva in un momento delicato per lo stabilimento tarantino. Entrambi i soggetti avrebbero presentato offerte vincolanti rispetto alle quali i commissari straordinari avrebbero chiesto chiarimenti e integrazioni. La conferma giudiziaria del sequestro dell’altoforno, unitamente alle complicazioni nell’iter di vendita, creerebbe un quadro incerto che il governo intende affrontare nel corso della riunione di lunedì.

La posizione del governo

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha affermato che la chiusura dell’ex Ilva rappresenterebbe una sconfitta per l’Italia e che la scelta del governo è quella di fare dell’Ilva di Taranto uno degli impianti più moderni d’Europa. Tuttavia, la decisione della magistratura rappresenterebbe un ostacolo significativo ai piani di rilancio dell’impianto.

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