Chiesa di San Francesco de Girolamo: un santuario custode di affreschi e devozione

Nel cuore del centro storico di Grottaglie sorge uno dei santuari più importanti della Puglia: la Chiesa di San Francesco de Girolamo, un’opera neoclassica che custodisce affreschi magnifici e le reliquie di uno dei santi gesuiti più venerati d’Italia. Questo luogo sacro rappresenta la confluenza tra arte, architettura e spiritualità, offrendo ai visitatori un’esperienza che tocca lo spirito e incanta lo sguardo.

La storia della chiesa e la sua costruzione

La chiesa nacque da un desiderio profondo dei grottagliesi di onorare il loro illustre concittadino, San Francesco de Girolamo, nato il 17 dicembre 1642. Il progetto prese corpo dopo la beatificazione del santo, avvenuta nel 1806 per volontà di papa Pio VII. La casa natale di Francesco, situata nel cuore della città, fu acquistata dal principe di Cursi e duca di Grottaglie Giacomo Caracciolo Cicinelli come atto di riverenza verso il sacerdote gesuita.

La costruzione iniziò nel 1832 sotto la direzione di due architetti gesuiti: il padre Cavallo S.I., che curò il progetto generale, e Giovanni Battista Iazeolla, responsabile della raffinata decorazione interna. L’edificio fu completato nel 1838, proprio un anno prima della canonizzazione di Francesco, avvenuta il 26 maggio 1839. Il tempio fu consacrato il 28 aprile 1916 e proclamato Santuario nel 1941 dall’arcivescovo Ferdinando Bernardi.

La realizzazione fu possibile grazie al lascito testamentario del canonico Francesco Saverio Paritaro e alle offerte generose dei fedeli grottagliesi, molti dei quali prestarono gratuitamente la loro opera insieme alle maestranze provenienti dalle vicine città di Francavilla Fontana e Ostuni.

L’architettura esterna e lo stile neoclassico

La chiesa rappresenta un capolavoro di severità elegante e raffinatezza architettonica. La facciata, realizzata in pietra calcarea dura, incarna perfettamente i dettami dello stile neoclassico con pilastri e capitelli ionici che sostengono un timpano coronato da tre acroteri. L’ingresso principale è contraddistinto da tre porte che conferiscono una sensazione di grandiosità equilibrata.

Il progetto fu ispirato alla celebre chiesa del Gesù Nuovo di Napoli, luogo dove Francesco de Girolamo svolse la sua intensa missione terrena. Questa scelta progettuale non era casuale, ma voleva creare un legame simbolico tra la città di origine del santo e il luogo dove consacrò la sua esistenza al servizio divino.

All’interno della cupola si ammira la decorazione in maioliche bicromatiche, che rappresenta un elemento distintivo della struttura e che è stato recentemente sottoposto a restauro conservativo.

Gli affreschi e le opere d’arte interne

L’interno della chiesa, articolato in tre navate con abside e cupola, è elegante e luminoso, trasformando lo spazio in una galleria d’arte sacra di straordinario valore. Le pareti sono adornate da una ricca collezione di stucchi, affreschi e tele che testimoniano il genio di artisti di grande levatura.

Gli affreschi sulle pareti sono opera di tre maestri pittori: Domenico Antonio Carella, Ciro Fanigliulo e Arcangelo Spagnulo. Fra le loro realizzazioni, merita particolare menzione l’apoteosi del Santo di Domenico Antonio Carella, che ritrae Francesco benedicente mentre si eleva al cielo. Purtroppo, questo capolavoro risulta oggi parzialmente coperto dall’organo alloggiato nel tamburo centrale.

Nella volta della stanza dove nacque San Francesco, i dipinti sono stati eseguiti da Ciro Fanigliulo, noto artista locale. Questi affreschi necessitano tuttavia di interventi di restauro conservativo urgente, a causa delle infiltrazioni d’acqua che minacciano la loro preservazione.

Tra le altre opere significative vi è la Crocifissione dipinta da Marco Pino, una composizione di grande potenza spirituale. Le tele sull’altare maggiore sono firmate dal pittore grottagliese Arcangelo Spagnulo, mentre nella cappella dedicata a San Giuseppe si trova un ovale raffigurante il Miracolo delle rose, ancora opera di Ciro Fanigliulo. Particolarmente rilevante è anche l’opera di Cesare Fracanzano dedicata al martirio di San Bartolomeo, considerata una delle più illustri della collezione.

I medaglioni che decorano le pareti richiamano la fede popolare e l’ordine gesuita, raffigurando i volti della Vergine della Mutata, di San Ciro, Sant’Ignazio di Loyola, San Francesco Saverio, San Luigi, Sant’Alfonso dei Liguori e San Giovanni Berchmans.

La cappella del Santo e le reliquie

In fondo alla navata sinistra si trova la cappella dedicata a San Francesco de Girolamo, costruita nella stanza dove il santo nacque. L’urna funeraria che custodisce le spoglie è un’opera d’arte in bronzo cesellato con fregi d’argento e rivestita di velluto rosso, realizzata dalla ditta Catello di Napoli. All’interno, il santo è rappresentato disteso, vestito con l’abito sacerdotale in cotta e stola, mentre il bassorilievo che abbellisce la parte inferiore dell’altare raffigura la sua nascita.

A sinistra della cappella è custodita, in una teca dorata, la maschera in cera del Santo. Il 26 agosto 1945, le spoglie mortali di Francesco furono traslate da Napoli a Grottaglie, dopo tre secoli di permanenza nella Chiesa del Gesù Nuovo dove il santo aveva predicato.

Una particolarità affascinante della cappella è la presenza di due lampade votive: una realizzata in cesello veneziano, donata dal Generale Antonio Cerbino, e l’altra in ceramica, opera del prof. Vincenzo Giovanni Spagnulo, maestro ceramista grottagliese.

Le stanze museo della casa natale

Annessa alla chiesa si trovano le tre stanze superstiti della casa natale di Francesco. Una di esse è inglobata nella chiesa stessa, mentre le altre due sono state allestite come museo e contengono reliquie e testimonianze storiche relative alla vita del santo. Questi spazi permettono ai visitatori di entrare in contatto diretto con l’ambiente dove nacque e crebbe uno dei santi più importanti della controriforma cattolica.

Come arrivare e informazioni pratiche

La Chiesa di San Francesco de Girolamo si trova in Via San Francesco de Girolamo nel centro storico di Grottaglie, in provincia di Taranto, in Puglia. La chiesa è facilmente raggiungibile a piedi dal centro cittadino, anche se il parcheggio nelle immediate vicinanze può risultare limitato.

La visita consente di esplorare non solo il santuario, ma anche le stanze museo e la casa natale del santo. Sono disponibili visite guidate che permettono di approfondire la storia di San Francesco e di scoprire i dettagli delle opere d’arte conservate.

Consigli per la visita

Per apprezzare pienamente gli affreschi e le opere d’arte, è consigliabile dedicare almeno un’ora alla visita. Le condizioni di illuminazione naturale variano durante il giorno, quindi visitare la chiesa in diverse ore permette di ammirare i dipinti sotto angolature diverse. È importante ricordare che si tratta di un luogo di culto attivo, per cui è opportuno rispettare il silenzio e il decoro durante la visita.

Una visita al santuario si completa idealmente con l’esplorazione del centro storico di Grottaglie, che conserva altri monumenti di grande valore architettonico come la Chiesa Matrice e il Castello Episcopio. Non dimenticare di visitare anche il Quartiere delle Ceramiche, la zona artigianale dove è ancora possibile osservare i maestri ceramisti al lavoro, proprio a pochi passi dal santuario.

Lo stato di conservazione e gli interventi urgenti

Sebbene sia uno dei monumenti più importanti di Grottaglie, il santuario versa in condizioni che richiedono manutenzione urgente. Gli affreschi e le decorazioni subiscono l’azione del tempo e necessitano di ampli e accurati interventi di restauro conservativo. Le infiltrazioni d’acqua rappresentano la minaccia più grave, in particolare per i dipinti della volta della casa natale. La comunità locale e le autorità ecclesiastiche hanno più volte lanciato appelli ai fedeli affinché questi preziosi capolavori d’arte non vadano persi.

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