Castello Aragonese di Taranto: la fortezza che ha difeso la città per secoli

Il Castello Aragonese di Taranto, noto anche come Castel Sant’Angelo, è una maestosa fortezza che sorge sull’estremo angolo meridionale dell’isola dove si trova il borgo antico. Ricostruito tra il 1487 e il 1492 su progetto dell’architetto Francesco di Giorgio Martini per volere del re di Napoli Ferdinando d’Aragona, rappresenta un capolavoro dell’architettura militare rinascimentale e racchiude tracce di quasi tremila anni di storia.

Una fortezza costruita su millenni di stratificazione storica

Le fondamenta del Castello Aragonese poggiano su un palinsesto straordinario di civiltà: sotto le mura aragonesi si trovano tracce di strutture greche risalenti al IV-III secolo a.C., seguite da fortificazioni bizantine edificate nel periodo della rifondazione della città (intorno al X secolo). Successivamente, i Normanni, gli Svevi e gli Angioini costruirono una loro fortezza nello stesso luogo, caratterizzata da torri alte e sottili. Durante i recenti scavi archeologici promossi dalla Marina Militare a partire dal 2003, sono stati rinvenuti reperti affascinanti, tra cui il frammento fittile con l’iscrizione “Orzia”, prova della fondazione spartiata della città, e altre testimonianze che confermano la continuità abitativa del sito.

La ricostruzione aragonese: un capolavoro di ingegneria militare

Il perfezionamento dell’artiglieria nel XV secolo rese i castelli medievali completamente obsoleti. Le loro mura sottili non potevano resistere ai colpi dei cannoni e la configurazione a torri alte e strette non permetteva di ospitare l’artiglieria stessa. La conquista turca di Otranto nel 1480 dimostrò inequivocabilmente che questo tipo di fortificazione era ormai inadeguato. Il re di Napoli Ferdinando d’Aragona decise quindi di ricostruire completamente il castello secondo i nuovi criteri difensivi. La ricostruzione, avvenuta tra il 1487 e il 1492, seguì probabilmente i disegni e certamente i principi dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, genio dell’ingegneria militare rinascimentale. Il nuovo castello assunse una forma vagamente simile a quella di un aquilone, con una pianta quadrangolare circondata da cinque torrioni rotondi: San Cristoforo, San Lorenzo, San Angelo (verso il canale navigabile), Annunziata e Bandiera (verso la città vecchia). Torrioni e mura raggiunsero l’altezza di 20 metri, con uno spessore di circa 7-8 metri. Verso il Mar Grande fu aggiunto un puntone triangolare, noto come rivellino, per migliorare ulteriormente la difesa del fossato. Questa innovazione rappresenta un eccellente esempio di transizione dall’architettura medievale ai principi della fortificazione “alla moderna” del Rinascimento.

Dalla difesa militare alla prigionia di generali francesi

Il castello respinse un formidabile attacco ottomano nel 1594, ma con il progredire della tecnologia dell’artiglieria perse rapidamente la sua rilevanza strategica. Nel corso del XVIII secolo subì trasformazioni significative: nel 1707, sotto gli Asburgo, fu convertito in prigione e caserma, perdendo la sua funzione primaria. Tuttavia, con l’arrivo di Napoleone Bonaparte, il castello fu ripristinato nella sua funzione militare originaria. È in questo contesto che il generale Thomas-Alexandre Dumas (padre del celebre romanziere Alexandre Dumas), fu catturato nel 1799 e imprigionato nella fortezza dai Sanfedisti, sostenitori dei Borbone. Secondo la tradizione letteraria, questa prigionia ispirò il racconto che il figlio Dumas avrebbe poi trasformato nel celebre romanzo “Il Conte di Montecristo”. Anche il generale Jean-Baptiste Felix de Manscourt du Rozoy fu tra i più illustri prigionieri del castello, catturato nella medesima circostanza quando la nave danneggiata su cui viaggiavano cercò riparo nel porto di Taranto.

Le trasformazioni tra Ottocento e Novecento

Nel 1883, il castello subì modifiche significative: la torre di San Angelo fu demolita per permettere la costruzione del Ponte Girevole (detto anche Ponte di San Francesco di Paola), che avrebbe collegato il borgo antico con la città nuova. Altre due torri della cortina muraria furono anch’esse demolite per l’ampliamento del canale navigabile. Da allora, il castello presenta quattro torrioni principali, invece dei cinque originali. Nel 1887, la struttura divenne sede della Marina Militare Italiana e così rimane tuttora. A partire dal 2003, la Marina ha intrapreso un sistematico lavoro di restauro degli interni, finalizzato a riportare il castello alla configurazione aragonese originale. Questi lavori hanno incluso la rimozione del plasterwork e del cemento accumulato nei secoli, permettendo di esporre le superfici originarie di mura e pavimenti, la riapertura di corridoi e camminamenti chiusi, e soprattutto il ripristino della permeabilità del castello in senso architrave e funzionale.

Cosa ammirare all’interno: la Cappella di San Leonardo e gli spazi militari

Una delle opere più significative all’interno del castello è la Cappella di San Leonardo, probabilmente progettata dallo stesso Francesco di Giorgio Martini nel XVI secolo. La cappella, caratterizzata dallo stile rinascimentale, fu riconsacrata nel 1933 dopo secoli durante i quali era stata trasformata in corpo di guardia e stalla. Secondo la tradizione, in questa cappella sarebbe stato celebrato il matrimonio tra la Principessa di Taranto Maria d’Enghien e Ladislao, re di Durazzo e primo re di Napoli. All’interno del castello si trovano inoltre un ampio cortile centrale, sale dalle volte a botte che ospitavano le baracche militari, la cosiddetta “scala reale” (utilizzata dai regnanti in visita), numerosi ambienti dotati di cannoni originari e relative bocche da fuoco per la difesa, oltre a vari corridoi e camminamenti interni che permettono di comprendere l’organizzazione della struttura. Durante la visita guidata, viene proposto anche un filmato che racconta la storia della fortezza e illustra le varie sezioni della costruzione.

Orari e modalità di visita

Il Castello Aragonese è aperto al pubblico tutti i giorni dell’anno, incluse le festività. L’accesso è consentito solo tramite visite guidate gratuite, organizzate dalla Marina Militare. Le visite si svolgono secondo i seguenti orari: 9:30, 11:30, 16:00, 18:00 e 20:00, con una durata di circa 90 minuti. Ogni turno accoglie un massimo di 50 visitatori. È fortemente consigliato prenotare con anticipazione, soprattutto per gruppi numerosi che devono prenotare almeno 48 ore in avanti. Le guide sono solitamente in italiano, ma è possibile richiedere guide in lingua inglese contattando in anticipo la struttura.

Come arrivarci e informazioni pratiche

Il castello si trova in Piazza Castello, 4, 74123 Taranto. È facilmente raggiungibile attraversando il Ponte Girevole dal lato della città nuova oppure percorrendo le vie del borgo antico se già ci si trova in questa zona. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, le linee bus 1/2, 601 e 8 hanno fermate presso Castello Aragonese-Ponte Girevole. È disponibile anche il collegamento ferroviario tramite la stazione locale. La visita è completamente gratuita, così come le guide ufficiali fornite dalla Marina Militare. Per prenotazioni e informazioni è possibile contattare il numero 099 7753438 oppure inviare un’email a infocastelloaragonese@libero.it (specificando che la posta è solo per informazioni, non per prenotazioni dirette).

Consigli per la visita

Si consiglia di indossare scarpe comode poiché la visita prevede la salita di scale e il percorso su sezioni inclinate, oltre a tratti all’aperto. La visita è accessibile a famiglie con bambini, anche se è importante prestare attenzione nelle aree con scale ripide e nei punti panoramici. È opportuno scegliere orari nelle fasce diurne se si è sensibili ai luoghi poco illuminati, sebbene gli orari serali (18:00 e 20:00) offrano vedute suggestive del tramonto e dell’illuminazione notturna del castello. Durante i mesi estivi si consiglia di scegliere i tour mattutini o serali per evitare le ore più calde. Non è consentito fotografare con droni all’interno della struttura, essendo un’installazione militare. La posizione del castello, affacciato sul Canale Navigabile e con vista sul Mar Grande, offre scenari fotografici straordinari, specialmente dalle balaustre panoramiche delle torri.

Lascia un commento