Loiodice: “Non porto rancore, pronto a ripartire con il Taranto”

Nicola Loiodice, capitano del Taranto, si è rivolto alla città attraverso un messaggio sui social dopo la sconfitta nella finale playoff. Una dichiarazione che arriva a distanza di giorni dal match conclusivo di una stagione caratterizzata da sfide e riscatti personali.

Il dolore della sconfitta e la comprensione verso i tifosi

Secondo quanto riportato, il numero 10 rossoblù avrebbe scritto: “La delusione per come è finita è enorme. Abbiamo giocato una finale playoff e purtroppo non è andata come tutti noi speravamo”. La finale playoff nazionale di Eccellenza tra Taranto e Gladiator si sarebbe conclusa con la promozione in Serie D della formazione campana. Un epilogo che avrebbe toccato l’intera comunità tarantina, con il sogno della risalita in quarta serie sfumato negli ultimi istanti della partita.

Nessun rancore nonostante l’accaduto

Loiodice avrebbe dichiarato di non portare rancore verso nessuno, pur comprendendo la delusione e l’amarezza della piazza. Momenti di forte tensione sarebbero sopragiunti al termine della finale, con alcuni tifosi che avrebbero invaso il campo. Durante il parapiglia, il capitano sarebbe stato raggiunto da un calcio. Nonostante questo, il giocatore avrebbe scelto la strada della comprensione verso una piazza ferita dalla delusione sportiva.

L’impegno del gruppo

Secondo il messaggio, Loiodice avrebbe sottolineato come il gruppo avrebbe dato tutto quello che poteva, riconoscendo che forse si sarebbe potuto fare qualcosa in più, ma rimarcando che non sarebbe mai mancato l’impegno e la voglia. Il calciatore avrebbe ricordato le difficoltà affrontate, tra infortuni e altri ostacoli che lo avrebbero limitato in alcuni momenti della stagione.

Lo sguardo al futuro

Nel chiudere il suo messaggio, Loiodice avrebbe lanciato uno sguardo verso la ripartenza, esprimendo la volontà di far tornare a sognare la città che meriterebbe tanto. Il capitano avrebbe ringraziato anche i tarantini per il supporto ricevuto in questi giorni, testimoniando il legame costruito con la città.

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